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Professione Fotografo? Riflettiamoci ancora una volta!

Da quando ho un blog ricevo spesso mail di ragazzi che si vogliono lanciare nel mondo della fotografia professionale.
L’ultima arrivata è stata questa:
Buonasera Andrea, ho appena letto l’intervista pubblicata sulla pagina facebook e l’ho trovata molto chiarificatrice nei tanti dubbi che come “amante della fotografia” mi sorgono ogni volta che penso di fare un passo in più verso la professione. Così ti scrivo per chiederti consiglio, sempre se possibile e senza l’intenzione di crearti disturbo. Penso che l’esperienza, insieme alla serietà ed alla capacità tecnica, non di meno la fantasia, sia indispensabile per un domani poter avventurarsi seriamente in questo mondo; da solo, leggendo molto, guardando video, provando varie situazioni al chiuso e all’aperto sto cercando di imparare il più possibile, ma avendo avuto l’opportunità qualche volta di assistere un fotografo professionista durante il suo lavoro in studio, senza fare scatti ma solamente aiutandolo e vedendo come agiva nelle varie situazioni, penso che la crescita senza affiancamento arrivi fino ad un certo punto; (…) Come esperienza in questo campo ho alcuni matrimoni di amici e come aiuto fotografo di un signore per alcuni matrimoni e comunioni/cresime; è un genere fotografico che amo molto (…) Ti ringrazio e mi scuso per il papiro e la sfacciataggine di questo messaggio, di solito non è mia abitudine romper le scatole in questo modo.

Risposta:

Ciao xxx, non vorrei illudere nessuno con le mie parole. Non credo sia sufficiente una buona dose di pazzia e di conoscenza fotografica, nè tantomeno si può essere guidati solo dalla passione per aprire una partita iva e dedicarsi alla fotografia professionale. Giustamente come dici tu bisognerebbe entrare poco alla volta, affiancando qualcuno del mestiere, cercando di essere più “spugna” possibile. Purtroppo però credo che questo periodo sia il più difficile di tutti i tempi per la fotografia, la maggiorparte di noi “sopravvive” , nel senso che non si fanno più i soldi a secchiate come un tempo. Ora se porti a casa uno stipendio da operaio sei già bravetto. (…) Altro non saprei consigliarti, di sicuro se non te la senti al 100% non ti avventurare. Non so quanti anni hai, ma è una cosa che in qualsiasi caso a qualsiasi età devi decidere non di pancia, ma mettendoti lì a tavolino facendo conti su conti. Avendo sempre un “mal che vada” soffice su cui cadere. Se non ti dispisace, senza citarti, pubblicherei la tua lettera nel mio blog, perchè così come la tua ne ricevo molte e forse può essere d’aiuto a qualcun’altro. Ti ringrazio per avermi contattato e per la stima che mi dimostri. Un caro saluto Andrea

Approfondimento

(sono due bei maroni lo so, il testo è tanto lungo ma… ci tieni o no a diventare professionista?)

A parte le doverose questioni che partono dalla preparazione tecnica (sei veramente pronto per immetterti nel mercato della fotografia professionale? Hai una sufficiente esperienza? Hai affiancato qualcuno per anni prima di deciderti?), arrivando ad una questione fiscale (Quale regime fiscale è più idoneo per te? Puoi rientrare nel regime dei minimi? Libero professionista, artigiano? ecc…), si passa attraverso il concetto di opportunità che il mercato attuale offre.
Inoltre quanto si può guadagnare diventando fotografi professionisti? Perchè se proprio uno lo deve fare, lo fa per qualcosa, altrimenti meglio andare a fotografare il sabato e la domenica insieme agli amici del fotoclub. Generalizzare è sbagliato, ma diciamocelo pure: a fine anno se porti a casa uno stipendio medio, da operaio per intenderci, sei stato bravo.
Non parlo ovviamente di alcune rare realtà italiane che si contraddistinguono per eccellenza. Ovviamente il fotografo di un certo calibro può guadagnare ancora bene, ma stiamo parlando di rarità o nicchie di mercato. Senza tralasciare il fatto che molte di queste rare realtà hanno sacrificato moltissimo in termini di famiglia, socialità, tempo libero, affetti, amicizie ecc…
Le cose sono cambiate, il digitale ha aiutato molti, sia i “vecchi” fotografi provenienti dalla pellicola che aggiornandosi hanno finalmente incontrato la richiesta di un pubblico moderno, sia i giovani che senza spendere molti soldi in attrezzature possono portare a casa ugualmente una bella foto.
Il rovescio della medaglia? Chi non si è aggiornato è rimasto indietro e ora le cose per lui si sono complicate.

In soldoni, se vuoi entrare a far parte della fotografia professionale è meglio per te se rifletti a fondo su questi 10 punti + 1, prima di prendere una decisione.

 

10 PUNTI + 1 E PASSA LA PAURA

(ma solo se sarai sincero con te stesso)

1 –  Hai fatto sufficienti esperienze personali, sperimentando vari generi fotografici al fine di capire qual’è quello in cui ti trovi più a tuo agio?
2 – Hai cercato di fare anni di esperienza in diversi studi fotografici? Chiedere di affiancare un professionista può essere un buon modo per toccare con mano diverse problematiche che si celano dietro alla facciata del “come mi diverto a fare il lavoro più bello del mondo”. Capirai da solo se sei effettivamente portato per il mestiere.
3 – Renditi conto che, salvo rarissime eccezioni, attualmente la fotografia di reportage sociale e naturalistica sono forse i settori più difficili in cui inserirsi per riuscire a guadagnare qualcosa.
4 – Sai  quali sono i tuoi limiti? Personalmente dopo anni di esperienza (ho iniziato a lavorare nella fotografia nel 2001) ho capito da poco di avere dei limiti considerevoli in certi ambiti fotografici. Scegli il tuo settore!
5 – Non prendere sottogamba i servizi fotografici di matrimonio. Mai come oggi le eccellenze italiane stanno emergendo nel panorama mondiale in questo settore. Le future coppie sono sempre più abituate ad utilizzare internet e sono avezze a questo tipo di immagini. E’ da poco uscito un bellissimo libro di Carlo Carletti edito da Marsilio. Ciò significa che c’è molta attenzione attorno ad un ramo che va migliorandosi sempre più. Si sta cercando giustamente di elevare la fotografia di matrimonio, di sdoganarla, di farla emergere e parificarla ad altri generi più blasonati. Chiariamente al momento la fotografia matrimoniale è considerata tra i pochi filoni ancora fortunati che permettono certi guadagni, ma non ci si può improvvisare fotografi di matrimonio. Si hanno grandi responsabilità alle spalle, basta poco per giocarsi la carriera. Inoltre si entrerà in diretta concorrenza con molti competitors, da più anni di noi insediati nel mercato, con una loro storia, con un loro prestigio, con un loro bacino d’utenza.
6 – Dì la verità, ti stai facendo entusiasmare dai vari “mi piace” sulla tua pagina facebook o sulle foto pubblicate? Paradossalmente mi è capitato di vedere in giro foto discutibilissime che incontravano comunque un loro pubblico di estimatori, quindi i likes non sono proprio un termometro per capire se è giunto il momento di buttarsi sulla fotografia professionale. Di foto belle se ne vedono sempre di più in giro e il livello è in netto miglioramento. Del resto i corsi/workshop di fotografia si sprecano, youtube è pieno di tutorial e in internet le risorse gratuite sono infinite. Un tempo si andava in libreria a comprarsi il manuale del fotografo scritto da John Hedgecoe e la prima foto carina arrivava chissà quanto tempo dopo… Adesso le foto belle arrivano piuttosto velocemente. Ma è sufficiente secondo te avere alcune belle foto se poi non si è in grado di garantire una continuità qualitativa a lungo termine?
7 – Non sottovalutare alcuni aspetti negativi e positivi del tuo carattere, quelli che ti contraddistinguono (e questo è un bene perchè ti differenziano dal resto dei competitors), ma ti si possono anche rivoltare contro. Diventato professionista, avrai inevitabilemente a che fare con un pubblico pagante, quindi  esigente, che non sempre la pensa come te, che può non essere per forza soddisfatto dei tuoi lavori, oppure che tira sul prezzo ecc… Bisogna essere bravi commercialmente (mi spingo un po’ oltre ma credo che questa sia la vera arma vincente oggi) e saper fronteggiare queste ed altre casistiche, dovrai essere empatico, chiaro e limpido (ultimamente la gente è ossessionata dalle fregature) oltre che estremamente preparato nel tuo settore. Essere sè stessi in qualche modo ripaga sempre perchè si attira inevitabilmente la clientela più simile a noi, con cui sarà più semplice relazionarsi. Fingere di essere qualcuno che non si è, risulta al contrario stucchevole e incongruente, i tuoi clienti prima o poi avvertiranno un certo disorientamento ed iniziaranno ad evitarti (magari prima ti stimavano perchè facevi le foto gratis…). Te la senti di metterti in gioco? Come vedi il tuo carattere? Hai mai chiesto alle persone che ti stanno vicino cosa pensano realmente di te? Hai la brutta abitudine di far ricadere sugli altri la responsabilità dei tuoi lavori non all’altezza? (Per inciso:” ho sempre location bruttissime, spose bruttine, ai miei matrimoni piove sempre, gli altri hanno il lago, sono in Toscana, vanno a Venezia, io ho solo nebbia ecc… ecc… ecc… ecc… ecc… sempre lì a lamentarsi di tutto…)
8 – Evita di diventare un tecnicista della fotografia, non serve a molto. Conosco gente che è sempre alla ricerca di linguaggi nuovi, il vintage ultimamente va molto, benedetto sia l’hdr, io scatto tutto in manuale, io uso tutte ottiche fisse luminosissime, io sono alla ricerca del mio bokeh (non è un termine volgare), io non uso più la reflex ma solo mirrorless, ho abbandonato il digitale per la vecchia pellicola, mai più senza banco ottico, oppure sono alla ricerca dell’ultimo modello di fotocamera che si spinge a millemila iso. Sono tutti linguaggi plausibili, virtuosismi se vogliamo, ma non portano molto distante a mio parere. L’importante, come si dice, è avere il “manico” e quello secondo me te lo fai perchè hai un bagaglio culturale tuo, costruito nel tempo, che và al di là del tecnicismo fotografico. Coltivi altre passioni? Sei appassionato di musica? Quale tipo di musica ascolti? Ti fai ispirare da essa? Sei almeno un po’ appassionato di cinema? Ti fai ispirare dai registi famosi? Hai un Mereghetti o simili a casa? Vai a teatro? Leggi libri? Che tipo di libri leggi? Ti fai ispirare da loro? Visiti mostre d’arte? Vai ai musei? Sei curioso in generale? O sei tutto il giorno su youtube a capire come cacchio fa il tuo vicino di casa ad ottenere quello sfocato che a te piace tanto?
9- L’attrezzatura aiuta ma non è tutto. Si può partire con una buona attrezzatura di base ma non eccellente, in grado di farci recuparare le spese il prima possibile (se deve diventare un lavoro ci dobbiamo guadagnare no? Altrimenti cosa facciamo, partiamo da sotto acqua per poi sperare di galleggiare? Non è periodo ragazzi…)
10- Adesso apri uno studio tutto tuo… ma anche no. Al momento credo non sia strettamente necessario, io vivo anche senza uno studio mio. Certo ho investito qualche soldino per rendere confortevoli e piacevoli alcuni ambienti di casa che ho individuato per ospitare i miei clienti. Oggigiorno credo ci sia una buona predisposizione mentale riguardo al fotografo free-lance non vincolato ad uno studio. Hai mai pensato di lavorare part-time e contemporaneamente aprire una partita iva per dedicarti moderatamente, passo dopo passo a alla professione del fotografo? Potrebbe essere un buon inizio, non troppo rischioso, pensaci!
10.1 – Se sarai caparbio, serio e preciso nelle tue cose, umile negli atteggiamenti, con una spiccata creatività e adattabilità, credimi che per te il percorso sarà agevolato e ti circonderai di belle persone che credendo in te ti daranno tutto il loro supporto per farti spiccare il volo. E poi magari te le ritroverai ancora lì a sorreggerti se il tuo volo perderà di quota, perchè avrai creato con loro dei legami veri, duraturi.

Un abbraccio di luce e grazie di essere arrivato a leggere fino a qui.
Lascia un tuo messaggio qui sotto perchè potrebbe essere d’aiuto ai molti ragazzi titubanti come te. Non essere timido 🙂

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17 Commenti

  1. Anche se non ti ho mai conosciuto di persona la mia stima per te posso dire che è alta, ti ringrazio per ciò che hai scritto, aiuta sempre!

  2. Grandissimo Andrea, bellissimo ed esauriente post. Sono sicura che come è stato utile per me un tuo vecchio post su questo argomento, anche questo lo sarà per molti giovani che come me ai tempi erano indecisi sul da farsi.
    Non posso che sottoscrivere tutto quello che hai detto… E a quasi un anno di distanza dalla mia entrata nel mondo della fotografia professionale, posso dire a chi è indeciso sul buttarsi in questa avventura o meno che non è una passeggiata, è un lavoro che oltre a passione e creatività (quindi quel trovare sempre novità e stile che ti contraddistingue dagli altri colleghi per farti scegliere) comporta importanti responsabilità e molte volte (quasi sempre) ci si ritrova a doversi relazionare e lavorare per clienti che non sempre capiscono il lavoro dietro una foto, il costo della stampa, il fatto di dover pagare un assistente ecc. e se questo non riescono a capirlo non puoi dare la colpa agli sposi, ma solo a te stessa che non sai il modo giusto per comunicare con loro. Il punto 7 è secondo me uno dei più importanti e io personalmente ci sto ancora lavorando parecchio… E non avete idea di quante occasioni perse ho avuto per non aver saputo sfruttare al meglio il punto 7!!! Come dicevi bene Andrea, il carattere fa moltissimo, e non tutti abbiamo lo stesso atteggiamento, io ad esempio sono molto critica con me stessa e a volte succede che involontariamente di fronte ad un cliente che dice “…belle queste foto, mi piace questo foto libro…” io puntualmente, come una scema sottovaluti il mio lavoro! Non esiste cosa più sbagliata di questa! Bisogna sempre vantare il proprio lavoro con i possibili clienti (in maniera obiettiva e onesta, naturalmente) perché loro devono affidarsi a te, devi dargli sicurezza e come gliela dai, se voi per primi siete insicuri come la sottoscritta? Quindi lavorate moltissimo su questo aspetto, se ci fosse un corso sul’autostima io ci andrei subito, perché è proprio questo il mio grande limite! Ma ci sto lavorando, ho fatto degli importanti passi avanti su questa cosa… E mentre lavori su questo aspetto devi contemporaneamente cercare di lottare e andare avanti, migliorandoti sempre… è una buona cosa vedere con occhio critico ciò che non va nel proprio lavoro, l’importante è che non lo facciate durante un colloquio con i clienti! XD
    Per il resto credo sia sempre importante per una crescita come fotografi e prima di tutto persone, cercare un confronto con colleghi e amici appassionati di fotografia, cercare di arricchirsi aiutando gli altri anche con semplici consigli, lo faccio spesso, anche se non mi sento ancora in grado di dare consigli specifici, ma è una bella sensazione essere disponibili e cordiali, sapere di aver dato un contributo concreto a qualcuno che ne farà tesoro.
    L’attrezzatura è un bel cruccio, io solo qualche mese fa mi sono potuta permettere l’acquisto di un obiettivo professionale, ma con il tempo e qualche soldo in più arrivano anche quelli! Dovete investirci per forza!
    Se si ha la possibilità e la fortuna di fare un secondo lavoro è ancora meglio (io purtroppo non ne ho un secondo frequente al momento) perché vi permette di mantenervi e magari pensare di fare un passo importante. Ci sono anche altri aspetti che andrebbero discussi e approfonditi, ma credo di essermi dilungata parecchio (scusami Andrea, ho scritto un post, altro che commento) spero che queste parole possano essere d’aiuto a qualcuno, nonostante la mia ancora poca esperienza in questo settore.
    Andrea bravo come sempre! Grazie per questo spazio di condivisione! 🙂

  3. Grazie a te Cristina e a Ciprian, entrambi siete giovani, caparbi e coraggiosi, chi vi ferma a voi? 😀 Essere d’aiuto agli altri è importante, io ho trovato persone che mi sono state d’aiuto e continuo a tenerle molto strette a me. Altre se ne sono approfittate, altre se ne approfitteranno, altre invece mi saranno grate a vita per l’aiuto che ho saputo dare loro. E’ come il “calcinculo”:
    1) puoi girare solo per il gusto di girare, ma sai che soddisfazione…
    2) puoi sforzarti in tutti i modi, da solo, a prendere il trofeo appeso… e poi? Ti fai bello 2 minuti ma il giro dopo qualcun’altro lo prenderà al posto tuo
    3) puoi aiutare quello davanti a te ad acciuffare il premio al posto tuo e se te ne sarà grato il giro dopo sarà lui a darti un bel calcio in culo per aiutarti ad afferrarlo e forse passerete interi pomeriggi a condividere questi “successi”.
    Beh, io sinceramente preferisco di gran lunga il punto 3 😀 E voi?

    1. Andrea hai detto veramente delle bellissime parole …
      Ecco io ho solo 12anni e ho una grande passione per la fotografia e sentendoti scrivere queste cpse mi è venuto qualche dubbio perché io all’inizio credevo di diventare astro fisica e medico ma non credo di avere tante capacità che mi possano portare a questo traguardo per questo (non voglio assolutalente prendere sotto gamba questo lavoro) mi sono dedicata alla fotografia non solo per passione ma sopratutto per un piacereio ma comunque ci tenevo a sapere il guadagno sono ancora un po troppo piccola lo so ma io sono quel tipo di persona che quando ha un obbiettivo lo raggiunge e diciamo che la medicina e l’astronomia non mi davano quell’entusiasmo di impegnarmi tanto ! Mentre la fotografia si☺ e scusa se magari ti disturbo solo che volevo sapere tu cosa ne pensavi e mi farebbe piacere ricevere una tua risposta,scusa ancora,e grazie

      1. Cara Lisa,
        è difficile per me risponderti vista la tua tenera età.
        Senza offesa eh, sei cazzuta, ma hai ancora molti anni davanti e a mio parere è prematuro pensare ora alla fotografia come una professione.
        Nell’articolo, se ci hai fatto caso, parlo molto di bagaglio culturale.
        Utilizza questi anni per aumentarlo il più possibile, viaggia, studia, conosci persone, vai al cinema, leggi libri, ascolta musica, vai ai concerti e fai esperienze.
        Un giorno, quando ti sentirai pronta per diventare una professionista della fotografia, tutto questo lo ritroverai nelle tue foto e sarà più semplice per te, che per altri, distiunguerti in un panorama che cambia molto velocemente.
        You made my day 😉

  4. punto 3 tutta la vita… complimenti e grazie per quello che hai scritto. Lo condividerò sicuramente.
    io guadagno un pochino meno di un operaio … quindi sono quasi bravino… 🙂
    CARICO – CARICO 🙂
    Buon lavoro a tutti voi

  5. Ciao Andrea,

    complimenti per le tue immagini e i tuoi servizi, veramente dei bei lavori!

    In linea generale condivido tutto quello che hai scritto, ma anche se non lo dovessi condividere lo dovrei comunque accettare, perchè è la realtà 🙂
    Ho chiesto a molti fotografi di poterli affiancare (ovviamente gratis) ma nessuno, NESSUNO alla fine lo ha fatto. Bene, a giugno realizzerò il mio primo servizio di matrimonio (dal primo ci passano tutti) e posso dire di sentirmi pronto spiritualmente, per il resto me la faccio un pò sotto 🙂 ma ce la farò.

    Volevo chiederti cosa ne pensavi del mondo microstock e se collaboravi a questo tipo di business fotografico; io ci sono da un anno circa e inizio ad avere dei tiepidi risultati solo ora.

    Fammi sapere
    ciao

    1. Ciao Germano, grazie per i complimenti.
      In bocca al lupo per il tuo primo matrimonio, incrocio le dita 🙂
      Con il microstock non ci ho mail lavorato da quando ho aperto la mia attività di fotografo di matrimoni.
      Me ne occupavo precedentemente, quando lavoravo presso uno studio di fotografia pubblicitaria. Credo che sia cambiato moltissimo nel corso degli anni e temo che sia piuttosto difficile oggigiorno farlo diventare una buona fonte di reddito. Conosco colleghi che si sono impegnati molto anni fa e che ora guadagnano grazie allo storico e alle nozioni acquisite.
      Purtroppo sono un po’ pessimista in merito 🙂
      Però… tentare non nuoce!
      Grazie ancora per avermi scritto

  6. Sono qui immaginate per quale motivo. Ottimo articolo. Grazie Andrea.

    Ho 34 anni, prossimo alla laurea in Economia, decennale esperienza in ambito contabile amministrativo, ma vorrei provare nella fotografia che è una mia grande passione, dopo 10 anni di attività amatoriale. Ho già una buona stima dai concittadini, molti dei quali mi hanno già chiamato per il loro matrimonio, ma ho rifiutato avendo una vecchia 30D, e qualche obiettivo da 4 lire. Ho comunque fatto qualche servizio pagato abbastanza bene. ed ora, anzichè tornare a fare la gavetta negli uffici, vorrei provare a fare della mia passione il mio lavoro full time. Farei matrimoni, still life, portraits, video e timelapse. Ho 200 mq a disposizione su due piani. Ma non ho mai fatto un matrimonio finora, nessuno della zona mi prenderebbe come assistente, neanche gratis, sapendo delle mie intenzioni, ed essendo abbastanza conosciuto nella mia zona, per altri motivi, tra cui politica.

    Verso i 26 anni chiesi ad un Pro matrimonialista, un amico che mi insegnava un po’ di cose tra cui Photoshop, se potessi assisterlo per l’estate, solo per l’estate perchè all’epoca non ero interessato a questa attività, la risposta: “No Ivan, tu sei troppo bravo. Potresti imparare troppo e, un giorno, farmi concorrenza”. Vivo in un paesino di 4mila abitanti in Basilicata. All’epoca c’erano 4-5 fotografi. Oggi soltanto 1 full time. Non ci feci caso a quella risposta, un mese dopo partii per Londra, dove ci rimasi 2 anni. Bella esperienza.

    Oggi, rientrato in Italia, sto chiedendo in giro opinioni sulla mia scelta di fare il passettino ed aprire partita iva: tutti che mi sconsigliano. Un po’ il dubbio mi sorge perchè a questo punto può anche essere l’invidia. Ma leggendo sui forum, effettivamente le difficoltà ci sono, il mercato è abbastanza saturo. Ma mi chiedo perchè, nonostante vi sia un solo pro full time ed uno part-time in un paese di 4mila abitanti, mi chiedo perchè molti mi sconsigliano, ed inizio a pensare che sia l’invidia, la gelosia, ma non vorrei trovarmi a fare di testa mia e fare effettivamente una cazzata.

    Magari partendo da piccoli investimenti per volta, forse sarebbe l’ideale. Secondo te, Diego, perchè gran parte mi sconsigliano? e non ho chiesto ai pro che lavorano nei paesi limitrofi, la loro risposta sarebbe ovviamente scontata.

  7. ottimo articolo, complimenti andrea!mi è piaciuto molto quello che hai scritto e mi ha fatto riflettere sulle difficoltà di questo lavoro. io sono un fotografo food, michelangeloconvertino, ma per fare della mia passione una professione ho dovuto faticare e mettermi in gioco moltissimo..ma ne vale la pena!

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